Martina Marella presenta il suo primo progetto espositivo: un’indagine visiva sul corpo, sul gesto e sull’abito come estensione dell’identità. Ancora studentessa alla LABA di Brescia, Martina osserva la moda come terreno poetico in cui l’individuo si racconta, si nasconde e si mostra.
I giovani ritratti, indossano capi ideati da Serena, nati dal recupero di vestiti dimenticati che assumono nuove sembianze e nuova vita.
Ogni tessuto porta con sé una storia precedente, un passato che non si cancella ma si intreccia al presente di chi lo vive, cosi come ognuno di noi. Ogni capo racconta una storia fatta di tagli asimmetrici, contrasti materici e forme che rendono ogni pezzo unico.
I capi così come gli scatti sono l’equilibrio perfetto tra un’anima ribelle e un cuore artigianale.
Uno stile eclettico e liberamente fluido sinonimo di espressione, libertà e identità.
Le immagini sono volutamente mosse, un’estetica volta a sottolineare la transitorietà del presente del nostro essere. Come gli abiti che si trasformano, così le nostre vite, i nostri pensieri e i nostri corpi cambiano e si trasformano ogni secondo. Così la fotografia incaricata di rappresentare la realtà e fissare il momento decisivo non è più in grado di fissare una cosa tanto sottile e transitoria.
Al centro, un invito sottile ma potente: lasciarsi essere. Abitare lo stile come gesto libero e personale, senza la paura del giudizio. Perché l’abito non imprigiona — racconta. E, se glielo permettiamo, ci libera.
Il 26 febbraio, dalle ore 20:00, la presentazione della mostra che resterà nelle sale del Finil del Pret per tutto il 2026.
Pochi i posti disponibili per chi desiderasse partecipare a questa nuova esperienza e volesse, poi, fermarsi come ospite ai nostri tavoli.
Le info sulla mostra e i contatti per le prenotazioni, come sempre allo 030972300
